Uno sport per ogni bambino

A volte i bambini si rifiutano di praticare attività fisica, o fanno i capricci, ma è importante abituarli a questo sano comportamento sin da piccoli, per garantire con maggiore probabilità che continuino ad essere adolescenti e poi adulti sportivi!

Ecco di seguito 4 semplici mosse che possono aiutare il tuo bambino a convincersi che FARE SPORT E’ BELLO!

1) FAI ANCHE TU ATTIVITA’ FISICA:  I bambini piccoli spesso non fanno ciò che gli viene detto di fare ma ciò che osservano del tuo comportamento. Quindi sii il loro MODELLO! Nulla avrà per loro più valore che vedere il genitore stesso fare sport: sarà una grande spinta.

…e poi c’è un secondo vantaggio: farà bene anche alla tua mente e al tuo corpo!

2) INCORAGGIALO A CONOSCERE I DIVERSI SPORT: Esistono moltissimi sport, più o meno noti. Non pretendere che il tuo bambino giochi a calcio perché a te piaceva tanto, o che tua figlia frequenti un corso di danza perché era il tuo sogno nel cassetto e pensi che tutte le bimbe la adorino. Discuti con tuo figlio i vari tipi di sport, faglieli conoscere e cercate di capire insieme quale potrebbe piacergli di più.

3) PERMETTIGLI DI SPERIMENTARE: Per un bambino ogni esperienza è nuova e arricchente! Assecondalo se dopo un periodo vuole provare un altro sport, incoraggialo a sperimentarsi anche in attività come nuoto, corsa, yoga, stretching… Guardate insieme i video in internet (youtube è pieno!) e ogni volta che sperimenterà un movimento, indirizza la sua attenzione sul corpo, in modo che sia consapevole del movimento e degli effetti che esso ha sul suo corpo. Si sente più forte? Ha più energie?

Tutto questo farà capire a tuo figlio che cosa gli piace e cosa no, gli permetterà di essere maggiormente in contatto con il suo corpo e di sentirsi più sicuro.

4) NON ASSOCIARE MAI L’ATTIVITA’ FISICA CON IL SUO PESO O LA SUA IMMAGINE CORPOREA:  Innanzitutto è noto che l’attività fisica da sola non basta per perdere peso. Inoltre, associare nella mente del bambino l’attività fisica con il calo del peso o con la sua immagine corporea può portare in seguito a disordini alimentari.

Lo sport è positivo di per sé perché diverte e consente di sviluppare molte e svariate competenze (socialità, disciplina, rispetto…).

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Il sonno dei bambini

CARI GENITORI l’arrivo di un figlio cambia decisamente i ritmi del sonno!

  • Perchè i bambini dormono poco?
  • Perchè hanno così tanti risvegli?
  • Qual è la fisiologia del sonno?
  • Quando siamo di fronte a un problema del sonno?
  • Quali sono i fattori che influenzano la nanna dei bambini?

L’incontro sarà condotto dalla dott.ssa Laura Benini, Psicologa e Consulente del Sonno certificata, e dalla dott.ssa Margherita Pagani, Psicologa specializzata in interventi cognitivo-comportamentali. Le relatrici saranno a disposizione per chiarire tutti i vostri dubbi e curiosità!

L’incontro è particolarmente adatto per i genitori di bimbi da 0 a 3 anni.


Dove?

Studio di Psicologia Origame
Via Fornari 14, Milano (MM Gambara)

Quando?

Martedì 23 Maggio ore 19:30

Costo?

8€

Iscrizione obbligatoria
[email protected] | 338 3958123

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“Litigare bene”: un ossimoro o una possibilità?

Quante volte capita di litigare con il proprio/la propria partner e che la discussione degeneri e finisca in urla, incomprensioni e sofferenza? Esiste un modo per litigare in maniera costruttiva?

Innanzitutto soffermiamoci sulle modalità disfunzionali e distruttive di gestione del conflitto, che sono proprio quelle che, spesso, ci portano all’incomunicabilità e alle difficoltà nella relazione.

  1. La prima modalità distruttiva che si può mettere in atto è il RITIRO, cioè lasciare la stanza in cui si sta discutendo, oppure scegliere il MUTISMO. Questa modalità si riscontra in tantissime coppie, uno incalza e l’altro fa “muro di gomma”. Attenzione! Utilizzare questa modalità può portare a comportamenti che si consolidano nel tempo e diventerà sempre più difficile adottare nuove strategie.
  2. Un’altra modalità è l’EVITAMENTO cioè essere riluttanti a intraprendere discussioni che possano avere risvolti conflittuali, cioè evitare le discussioni. Anche in questo caso protrarre questo tipo di comportamento può lasciare aperte una serie di questioni che prima o poi riemergeranno. Nella coppia si può evitare il problema, ma non la relazione!
  3. L’ ESCALATION è un atteggiamento per cui si verifica una reazione simmetrica crescente in relazione ai commenti e ai comportamenti negativi del partner. Si urla, ci sono minacce di andarsene e piano piano si perde il controllo della lite e, soprattutto, il contenuto iniziale. Anche in questo caso, è un comportamento che appartiene a tutte le coppie, quindi non bisogna colpevolizzarsi eccessivamente: l’importante è che non venga messo in atto costantemente.
  4. La SVALUTAZIONE è uno dei comportamenti più insidiosi: svalutare costantemente l’altro, ciò che fa, ciò che pensa e ciò che prova magari con la convinzione di stare aiutando il partner.
  5. L’ultima modalità distruttiva e il culmine in assoluto del conflitto è, infine, la VIOLENZA FISICA.

 

LE REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE

Gestire un conflitto in maniera funzionale, invece, significa:

  • NEGOZIARE
  • RAGGIUNGERE COMPROMESSI
  • TENTARE ATTI DI RICONCILIAZIONE
  • ALLE VOLTE ACCONDISCENDERE
  • SOPPORTARE

Come raggiungere questi obiettivi? Vediamo alcune regole che aiutano a mettere in atto queste modalità funzionali di gestione del conflitto. Vale davvero la pena impararle e metterle in pratica perché LITIGARE BENE E’ POSSIBILE.

  1. OCCHIO ALL’USO DEI PRONOMI PERSONALI

Utilizzare l’espressione “Tu” innesca nel partner un meccanismo di difesa ad un attacco (tu non sei, tu non fai, tu non dici!!…). Utilizzando “Io” come soggetto, invece, si legittimano emozioni e sentimenti: “Io mi sento, io ho bisogno…”. Se il partner non sente di doversi difendere, poiché non è sotto attacco, sarà più predisposto all’ascolto. Dire TU MI FERISCI o IO MI SENTO FERITA/O può fare la differenza.

  1. ATTENZIONE ALL’EFFETTO MACCHIA D’OLIO

Questo è noto a tutte le coppie: quando si litiga l’oggetto del contendere si allarga come una macchia d’olio, da un ritardo all’appuntamento di dieci minuti si degenera perdendo di vista il focus della discussione. E’ importante rimanere sul qui e ora per evitare esiti disastrosi.

  1. TIME OUT

Significa fermarsi, prendere del tempo, quando capiamo che il conflitto sta montando. Con questo accorgimento proteggiamo noi stessi, l’altro e la relazione. È diverso dall’evitamento perché con il time out è importante concordare con il partner un momento non troppo distante ma neanche troppo ravvicinato in cui riaffrontare l’argomento. Non temiate di riaffrontare questioni lasciate in sospeso in momenti in cui siete rilassati e felici: sono ottime occasioni per guardare al problema con mente lucida e da un’altra prospettiva che non eravate riusciti a considerare.

  1. ASCOLTARE ATTIVAMENTE

Non è banale, quante volte ascoltiamo l’altro con l’intenzione di comprenderlo veramente?

  1. FARE DOMANDE APERTE

Le domande aperte costruiscono la comunicazione perché non si può rispondere sì o no, inoltre permettono all’altro di articolare il suo punto di vista.

 

Riferimenti bibliografici:
  • Bertoni A., Bevilacqua B., Ma mi stai ascoltando? Comunicazione e conflitti nella coppia, San Paolo Edizioni (2014)
  • Nardone G., Correggimi se sbaglio. Strategie di comunicazione per appianare i conflitti nelle relazioni di coppia, Ponte alle Grazie Editore (2013)
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