Quante volte cadiamo in generalizzazioni e ci lasciamo andare a commenti che noi stessi troviamo banali e superficiali (“l’incidente l’ha fatto sicuramente una donna!”; “i maschi sono proprio disordinati!” etc.)? Questo accade perché l’essere umano, di fronte a situazioni nuove, poco chiare e ambigue, per sua natura ha bisogno di categorizzare e ordinare per renderle più prevedibili e quindi controllabili. Per non sentirsi in balìa della situazione o dell’estraneo, si ricorre pertanto all’utilizzo di stereotipi, ossia un insieme di credenze sulle caratteristiche di una determinata categoria di persone o gruppi di persone che, di conseguenza, guidano il nostro pensiero e i nostri comportamenti. Lo stereotipo non si basa pertanto su una conoscenza di tipo scientifico, ma rispecchia una valutazione che spesso si rivela rigida e approssimativa poiché tende ad attribuire alcune caratteristiche, trascurando invece le differenze.

DA DOVE NASCONO GLI STEREOTIPI?

Gli stereotipi vengono appresi sin da un’età molto precoce all’interno della famiglia, dai media e soprattutto dalla cultura di appartenenza. Non è necessario che genitori e insegnanti attribuiscano esplicitamente un determinato valore o una caratteristica a una persona/gruppo sociale poiché i bambini imparano semplicemente osservando e imitando le persone vicine a loro. Inoltre, gli stereotipi si rinforzano attraverso i racconti di altre persone che parlano di quel determinato gruppo stereotipizzato o attraverso l’interazione diretta con i suoi membri. Infatti, una volta creatosi uno stereotipo, l’uomo, in modo poco consapevole, ricerca conferme e presta attenzione esclusivamente alle caratteristiche che confermano le sue credenze.

CHE COSA ATTIVA UNO STEREOTIPO?

Più utilizziamo uno stereotipo, più questo si rinforza e viene applicato inconsciamente in tutte le situazioni che percepiamo simili. Alcuni stereotipi vengono appresi così bene e usati così spesso che il loro contenuto viene alla mente in modo automatico. Inoltre, più le caratteristiche dell’altra persona sono evidenti e salienti, maggiori probabilità vi sono che lo stereotipo intervenga nella formulazione del giudizio dell’altro.

COME CORREGGERE GLI STEREOTIPI.

Tentare di eliminare i pensieri alla base degli stereotipi o correggerne l’impatto sul giudizio non sempre risulta sufficiente poiché tali credenze hanno origini molto profonde e si attivano in modo del tutto inconsapevole. È, infatti, difficile eliminare una credenza che ha reso il mondo più rassicurante e ha guidato il nostro comportamento fino ad oggi. Pertanto, si cerca sempre di tutelarla dal cambiamento trovando possibili giustificazioni. Gli studi sulla memoria, infatti, hanno dimostrato che l’uomo ricorda meglio e con più precisione episodi che confermano le sue credenze attribuendogli anche un peso maggiore, mentre dimentica più facilmente e sottovaluta quelli che le contraddicono perché percepite come delle “eccezioni”. Ad esempio, se si crede che le donne siano meno abili rispetto agli uomini a guidare, si interpreterà come mancanza di competenze e esperienze il tamponamento commesso da un’amica, familiare o collega, mentre verrà giustificato come una distrazione lo stesso commesso da un uomo. Al contrario una donna particolarmente abile in macchina o un uomo che nella sua esperienza di guida ha commesso molte infrazioni o incidenti verranno visti come eccezioni che confermano la regola salvaguardando così lo stereotipo di riferimento.

È possibile, comunque, modificare i nostri stereotipi attraverso alcune semplici strategie:

  • Entrare in contatto diretto con membri di un gruppo. L’interazione deve essere ripetuta e con più membri del gruppo per permettere di raccogliere informazioni incoerenti con lo stereotipo ed evitare l’attivazione di alcuni meccanismi di difesa (“è un caso raro”; “lei è un genio”); infatti, le solamente le informazioni che si rilevano in più occasioni discrepanti inducono a indagare con cura la situazione e le caratteristiche dell’altro, smontando così, le vecchie credenze.
  • Le informazioni incoerenti devono provenire da membri tipici di quel determinato gruppo. Per evitare nuovamente che si percepisca un soggetto come “anomalo”, è bene che il membro del gruppo sia percepito come rilevante all’interno della categoria stereotipata.

Lo stereotipo imprigiona la vista e offusca la mente!